lunedì 24 settembre 2012

"PUBLIC INVASION", AL TEATRO NUOVO DI NAPOLI LE SCULTURE DI PERINO&VELE



Il Teatro Pubblico Campano diretto da Alfredo Balsamo, in collaborazione con CasaMadre, società per la promozione delle arti, presenta mercoledì 26 settembre alle ore 12 al Teatro Nuovo “Public Invasion” di Perino & Vele.
L’installazione artistica, a cura di Eduardo Cicelyn, consiste in due grandi sculture realizzate dagli artisti su commissione del Teatro Pubblico Campano e collocate nella sala teatrale rinnovata per l’intero arco della stagione. Con l’intervento di Perino & Vele si inaugura una nuova possibilità di fruizione dell’arte, nella convinzione che il teatro con i musei e le piazze sia uno dei luoghi pubblici più adatti alla presentazione e alla comprensione e dei linguaggi e delle problematiche della contemporaneità.
Durante l’inaugurazione verrà proiettato il cortometraggio “Video su carta” di Antonello Matarazzo sul lavoro di Perino & Vele.

TEATRO NUOVO Via Montecalvario, 16 Napoli 081 406062 

Scolpite nel sedimento di un frullato di cartapesta essiccato come pelle al sole, le sculture di Perino & Vele non mostrano alcuna indulgenza verso se stesse o prosopopea di fronte agli altri, anzi sembrano farsi avanti scherzose e senza troppe pretese. Talché molti hanno insistito sull’aspetto straniante di immagini fortemente realiste, la cui inconsistenza materiale si erge in contrasto ironico con l’apparente solidità delle forme. Tuttavia non è sfuggita all’occhio più esperto o almeno abbastanza avvertito la scelta dei due di giocare, anche e sin dal principio, una seconda partita, che è quella dell’intenzione politica dell’arte: un destino già scritto lettera su lettera, visto che la fonte da cui estraggono idee e forme sono i giornali, la loro carta stampata, l’inchiostro, le foto. La fabbrica artistica di Perino & Vele a Rotondi (in Valle Caudina) in effetti lavora solo materie sociali, prodotto industriale di una narrazione avvenuta una o più volte, spesso distorta, compressa, frantumata, riciclata. Emiliano e Luca, alias Perino & Vele, da molti anni hanno creato una coppia artistica, cioè sono in due, ma l’artista è uno.
Questo uno che è due e viceversa è la chiave per comprendere il senso ontologicamente ambiguo, solo in apparenza molteplice e leggero delle loro immagini. Se si guarda fino in fondo, anzi nel doppiofondo del linguaggio frontale e dichiarativo di Perino & Vele, non si può non avvertire il movimento circolare dell’uno che insegue l’altro nell’impossibilità di raggiungersi o di separarsi. Benché protagonisti riconosciuti della nuova scultura italiana, i due non eludono il desiderio opposto, che è dei pittori, di fingere i volumi e lo spazio per dare corpo e anima alle superfici. Uno che è due e viceversa.
Pittura che è anche scultura e viceversa. E non per una questione formale: si tratta con ogni evidenza di una scelta ideologica. La cartapesta ricavata dai giornali è il mondo intero, l’universo a una dimensione che si piega e si ripiega, ma sempre in se stesso, in un unico flusso mediatico, che però è anche una rappresentazione, cioè qualcosa che si raddoppia e infine nulla di vero. Sotto la pelle delle loro pitture-sculture Perino & Vele sentono il vuoto e l’immagine che vi si forma in superficie come un’onda che conviene assecondare al modo dei surfisti, disegnando figure su traiettorie improvvise ma non impreviste. Un po’ come a teatro. E allora, se si è convocati nella sala del Nuovo, sarà la volta di affiggere manifesti su manifesti dentro i quali comprimere storie su storie, consapevoli che il fondo è un illusione come il nero della quinta; e lasciare che, come le rane, memorie e significati del luogo saltino da un punto all’altro, mentre nel buio si apre il sipario e gli sguardi del pubblico arrivano da ogni dove, sparati come pallottole che forano la cartapesta (i punti neri). E’ la magia violenta del teatro e dell’arte: non si distingue la materia dalla forma e la cosa dall’idea, così come in scena il linguaggio e il corpo dell’attore sono increspature o buchi sulla superficie del testo tramandato. 

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