venerdì 9 marzo 2012

NAPOLI, "FIABE A TEATRO": DOMANI E DOMENICA "FIAMMIFERI" AL SAN FERDINANDO


Sabato 10 alle 18.00 e domenica 11 marzo alle 11.00 al Teatro San Ferdinando di Napoli
Per Le grandi favole della responsabilità 
In scena FIAMMIFERI, un minimusical di Lisa Ferrari
liberamente ispirato a La piccola Fiammiferaia di Andersen

Al Teatro San Ferdinando, per il terzo appuntamento con gli spettacoli del ciclo “Grandi Favole della responsabilità”, proposto dal Teatro Stabile di Napoli in collaborazione con I Teatrini, sabato 10 (alle 18.00) e domenica 11 marzo (alle ore 11) va in scena Fiammiferi, liberamente ispirato a La piccola fiammiferaia di H. C. Andersen.
Prodotto da Pandemonium Teatro di Bergamo, lo spettacolo è diretto da Lisa Ferrari, tra gli interpreti insieme a Rosa Galantino ed Emanuela Palazzi; le musiche sono di Gabriella Mazza e Fabio Piazzalunga, le scene di Graziano Venturuzzo, il disegno luci di Carlo Villa, i costumi di Sara Ruggeri, gli oggetti di scena di Max Ticchiati, la voce narrante di Tiziano Manzini.
L’allestimento di Lisa Ferrari propone al pubblico una versione in musica della celebre fiaba dello scrittore danese, ambientata ai giorni nostri e con un’inedita riscrittura per la scena che  sceglie il canto e la musica.
Un “minimusical”, nella definizione che ne fornisce l’autrice e regista, che adatta numerosi motivetti musicali popolari e canzoncine per bambini a testi originali, scritti in funzione della storia che, partendo dall’originario plot narrativo, propone al pubblico inquadrature  insolite, mediate dal nostro contemporaneo.
“Le grandi fiabe – si legge in una nota - hanno una caratteristica, fra le tante, che condividono solo con i miti: durano per sempre. Ci parlano dell'umanità, di gioia e dolore, di vita e morte, di bene e male. E la rivisitazione che se ne fa in chiave contemporanea non tradisce il nucleo di quello che ci propongono ma ne valorizza la portata, lo alimenta e lo nutre di visioni che sono nostre, della contemporaneità e del modo che ognuno sceglie per viverla e rappresentarla”.
Così, la “Piccola fiammiferaia” diviene la storia di una giovane extracomunitaria vittima dell’indifferenza di altre donne, gran dame, pimpanti frequentatrici di supermercati e centri commerciali. “Fin dalle prime battute – continua l’autrice – prendiamo per mano i bambini per portarli a sentire con l'orecchio e con il cuore, quindi a vivere, una storia simbolo di alcuni dei mali peggiori del nostro tempo: l'ostentazione di ricchezza, lo spreco, il consumismo sfrenato che, nel crudele gioco delle parti, fa da contraltare a povertà, emarginazione, sfiducia, rassegnazione”. Alla fine, ribaltando il tragico epilogo imposto alla protagonista da Andersen, la “piccola fiammiferaia” conquisterà il suo posto in un mondo senza dolore, senza ingiustizie, senza violenze.
La programmazione al Teatro San Ferdinando sarà conclusa da “Mignolina e lo spirito del fiore”, liberamente ispirato al racconto omonimo di H. C. Andersen, regia di Pietro Fenati (sabato 14 aprile, ore 18 e domenica 15 aprile, ore 11).  Biglietto di posto unico: euro 7,00.  info e prenotazioni: tel. 081 0330619 / 081 5513396 on line  www.teatrostabilenapoli.it – info@teatrostabilenapoli.it



Cast e note

FIAMMIFERI
minimusical di Lisa Ferrari
liberamente ispirato a "La piccola Fiammiferaia" di H. C. Andersen
musiche di Gabriella Mazza e Fabio Piazzalunga
con Lisa Ferrari, Rosa Galantino, Emanuela Palazzi
scene di Graziano Venturuzzo
autore delle luci Carlo Villa
costumi di Sara Ruggeri
oggetti di scena di Max Ticchiati
voce narrante di Tiziano Manzini
regia di Lisa Ferrari
una produzione Pandemonium Teatro

Per tutti, dai 6 anni

Le grandi fiabe hanno una caratteristica, fra le tante, che condividono sole con i miti: durano per sempre. Ci parlano dell'umanità, di gioia e dolore, di vita e morte, di bene e male. Seguono l'uomo appiccicate alla sua pelle, ne sono l'ombra permanente. E la rivisitazione che se ne fa in chiave contemporanea non tradisce il nucleo di quello che ci propongono ma ne valorizza la portata, lo alimenta e lo nutre di visioni che sono nostre, della contemporaneità e del modo che ognuno sceglie per viverla e rappresentarla. Lisa Ferrari da molti anni vive una autentica passione per il rapporto con la musica e il canto. Tanti dei suoi spettacoli hanno assegnato a quel linguaggio una funzione sempre meno marginale, di commento, di integrazione. Tempo fa mi disse: "Vorrei fare uno spettacolo dove canto e basta". Poteva permettersi di desiderarlo: ha affinato nel tempo le tecniche vocali e la cultura musicale, si è esercitata con metodico e maniacale gusto per la precisione e il dettaglio. Insomma, sa cantare, e lo fa davvero bene. Poi ha scelto in Compagnia quelle attrici che provengono da una formazione e pratica musicale e specificamente nel canto e così si è formato un trio che se parli di polifonia non ti guardano strano. Il progetto ha poi preso definitivamente corpo grazie all'apporto professionale di una musicista che nella scrittura di partiture per cori ha trovato la sua specializzazione; poi un arrangiatore, attento alle sfumature, alla possibilità di "forzare" il clima di un testo nella direzione della comicità o della tristezza, dell'ironia o della denuncia severa. Il pubblico risponde all'originalità dello spettacolo, bambini e adulti condividono una esperienza emotiva e sensoria che raramente possono incontrare. Distante anni luce dalle patetiche e bamboleggianti pose di certi programmi televisivi (oggi alla conquista, purtroppo a mani basse, di un pubblico a cui si vendono come alto esempio di Teatro Ragazzi) e valorizzando il "mestiere" che attrici e musicisti hanno cresciuto negli anni, lo spettacolo fin dalle prime battute prende per mano i bambini e li porta a sentire con l'orecchio e con il cuore, quindi a vivere, una storia simbolo di alcuni dei mali peggiori del nostro tempo: l'ostentazione di ricchezza, spreco, consumismo sfrenato si "sposa" con la povertà, l'emarginazione, la mancanza di speranze in un mondo migliore. E lo fa senza cadere in superficiali semplificazioni, in manicheiste e pericolose distinzioni fra bene e male, collocando la piccola fiammiferaia -nella conclusione della storia- in un mondo senza dolore, senza ingiustizie, senza violenze. Una trasfigurazione utopistica della realtà sulla quale, però, tutti e soprattutto i bambini hanno il diritto di fantasticare. (Mario Ferrari)

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